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© 2018 di Claudio Romeo. Orgogliosamente creato per DodoDada / Arte Postale

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  • Anche se non era ARTE POSTALE sabato 11 maggio 2019 ho partecipato all'interessante progetto espositivo PiXeL 11X11 a cura degli artisti di StudioSotterraneo e Simona Pandolfi Cosa vuol dire essere umani nell’epoca della realtà virtuale? Questo è il quesito principale dal quale sono partiti gli artisti di StudioSotterraneo, interrogandosi sui cambiamenti in atto nell’ambito artistico e non solo. Una risposta – non per forza giusta ed univoca – potrebbe essere questa: condividere. O meglio riappropriarsi del fenomeno della condivisione. Condivisione non più soltanto meccanica e finalizzata all’acquisizione di maggior seguaci nella dimensione virtuale. Condivisione, invece, intesa come esperienza individuale e collettiva, collegata al contesto circostante – il microcosmo – quello più vicino e che ci illudiamo di conoscere, per poi mirare ai confini più ignoti del macrocosmo. Noi, piccoli puntini, come tanti pixel possiamo generare nuove immagini in parole, azioni, idee. E se riuscissimo a riportare il flusso energetico della condivisione dal virtuale al reale e viceversa senza demonizzare la tecnologia e con la stessa prodigiosa capacità del web di “fare rete”? È possibile oggi parlare di arte contemporanea senza scontrarsi con le nuove logiche delle relazioni virtuali? “Pixel 11x11” è proprio questo: un esperimento, un invito alla partecipazione concreta, un progetto espositivo aperto a tutti gli artisti. La nostra piattaforma social sarà lo spazio fisico di StudioSotterraneo, che si propone come prima sede ospitante di un progetto che aspira a diventare itinerante e quanto più replicabile. A tutti gli artisti verrà chiesto di dare il proprio contributo con un’opera; non ci sono limiti di età per partecipare, né indicazioni sulle tecniche e sui materiali del lavoro da presentare. Creazione libera! L’importante è che sia appendibile e del formato 11x11 cm. Il rituale finale della condivisione avverrà l’11 giugno, giorno del finissage. Stabilita la perdita della proprietà del proprio “pixel”, ogni artista partecipante tornerà a casa con un altro frammento dell’opera collettiva. Al caso verrà affidato il compito di decidere: ogni artista verrà associato ad un altro mediante sorteggio e si procederà per 2 (1+1) al rituale dello scambio delle creazioni. Il singolo pixel 11x11 da “mio” nell’opera individuale a “nostro” nell’installazione collettiva diventerà “altrui” nelle mani dell’artista assegnato nel sorteggio. I vari pixel, come pezzi di un unico puzzle, prenderanno altre strade, magari per comporre nuove opere. FOTO DEL REPORTAGE DI Enzo Correnti (C) copyright